mercoledì 19 febbraio 2020

Oltre il 100


100! 100! 100! Urlavano.
Chi ha superato gli “anta”, o giù di lì, si ricorderà il coro da stadio del pubblico, durante la trasmissione “OK il prezzo è giusto”, che tifava per il concorrente di turno[1].
In quell’occasione fare 100 era l’obiettivo di chiunque girasse la pesante ruota e si doveva cercare di non superarlo. Ma questo post riguarda un 100 ben poco lusinghiero e molto pericoloso: la quantità di denaro speso nel 2018 per giocare d’azzardo in Italia. Un 100 che abbiamo sforato di un bel po’.
L’agenzia delle dogane ha pubblicato ad agosto 2019 il “Libro Blu 2018”[2], una pubblicazione che raccoglie dati statistici anche riguardanti il gioco d’azzardo: dati quali raccolta, spesa ed entità delle vincite. La mia attenzione si ferma sul dato della raccolta, intesa come l’ammontare di tutte le giocare effettuate nel 2018:

                               106,8 miliardi di euro.

Un ben poco invidiabile traguardo raggiunto quest’anno tanto più se si pensa a quanto aveva fatto registrare la raccolta nel 2004: 25,6 miliardi.


Come si può vedere dal grafico[3], pubblicato dall’Associazione AND – Azzardo e Nuove Dipendenze, la raccolta di quest’anno rappresenta il culmine di un trend che a parte una flessione nel 2013/2014 è stato sempre in continua, inesorabile, crescita.
Il grafico però è importante perché sfata un mito che spesso accompagna una discussione sul gioco d’azzardo: che a guadagnaci sia lo Stato. Come si può vedere nel 2004 lo stato ha incassato 7,3 miliardi e nel 2018 ne ha incassati 10,2: un ritmo di crescita ben più modesto rispetto a quello della raccolta. Questo dato ci dice che, non solo lo Stato non ci guadagna così tanto, ma che con gli anni la percentuale delle entrate è diminuita, passando dal 28,5 % al 9,5 %. 



[2] https://www.avvisopubblico.it/home/wp-content/uploads/2019/08/LibroBlu_2018.pdf
[3] http://www.andinrete.it/portale/


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