C’è qualcosa che
rende “pericoloso” giocare d’azzardo ed è qualcosa collegato ad una
caratteristica tipica del nostro modo di pensare.
L’uomo cerca
sempre di dare un senso a quello che non capisce, di spiegarlo, quindi
controllarlo e prevederlo. Questo ha permesso le più grandi scoperte
scientifiche, il progresso e la nostra evoluzione.
Ma se applichiamo
questo modo di pensare al gioco d’azzardo, la cui caratteristica principale è
quella di essere quasi esclusivamente se non totalmente controllato dal caso, si può andare incontro a
spiacevoli errori di valutazione.
Giusto per
rendere più chiaro quanto l’azzardo sia collegato a qualcosa che non è né
prevedibile né tantomeno controllabile basti pensare che il termine
“aleatorio”, sinonimo di casuale, deriva dalla parola “alea” cioè dado in
latino. Questo purtroppo non basta a far desistere dal tentativo di dare una
spiegazione al gioco d’azzardo e al suo funzionamento.
Per non correre
il rischio di fare un discorso campato in aria, presenterò ora alcuni di quelli
che vengono definiti “errori di pensiero”, idee che esercitano un fascino
irresistibile su chi gioca, sia esso un giocatore occasionale o un giocatore
patologico.
“Ho perso tante
volte, adesso DEVO vincere”: FALSO; l’idea che dopo una serie di perdite ci
debba essere per forza una vincita non è corretta. “Quel numero non esce al
lotto da 100 estrazioni, adesso è più probabile che esca”: FALSO; ad ogni
estrazione si rimettono tutti i numeri nell’urna, di fatto azzerando i
conteggi. Ogni estrazione non è influenzata dalle precedenti né influenza le
successive rendendo lo studio dei numeri ritardatari una pratica inutile, per
quanto diffusa. “Oggi la sfortuna è contro di me”: FALSO; si tratta di
un’attribuzione di caratteristiche “umane” al caso, questo lo rende più
“vicino” a noi, ci dà la sensazione, illusoria, di conoscerlo e quindi
controllarlo.
“Al superenalotto
la sequenza 1-2-3-4-5-6 ha meno probabilità di essere estratta”: FALSO; ogni
combinazione di numeri ha le stesse identiche probabilità di essere estratta,
cioè molto bassa.
“Ho puntato il 25
ed è uscito il 26, ho quasi vinto”: FALSO; come nel calcio o si fa gol o non si
fa gol. Nell’urna, i numeri non sono posizionati in sequenza crescente, ma
casualmente, per cui non è assolutamente detto che per poco non sia stato
estratto il numero che avevamo puntato. Consideriamo per esempio i Gratta &
Vinci: quante volte capita che i numeri stampati differiscano di una sola cifra
da quelli propri? Un piccolo stratagemma per alimentare l’illusione della “quasi-vincita”.
Questi sono solo
alcuni esempi, tra i tanti possibili, di come si possa credere di avere il
controllo della situazione.
Sono tutte idee
che possono venire, una volta o l’altra, a chiunque abbia provato almeno una
volta a giocare d’azzardo. Idee che se vengono viste con un minimo di distacco
risultano chiaramente fallaci.
Purtroppo in
questi casi sicuramente non esiste il controllo sul caso e spesso si finisce
con il perdere il controllo anche delle proprie azioni.
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