mercoledì 11 giugno 2014

Gli errori di pensiero: quando la logica non accetta la casualità


C’è qualcosa che rende “pericoloso” giocare d’azzardo ed è qualcosa collegato ad una caratteristica tipica del nostro modo di pensare.

L’uomo cerca sempre di dare un senso a quello che non capisce, di spiegarlo, quindi controllarlo e prevederlo. Questo ha permesso le più grandi scoperte scientifiche, il progresso e la nostra evoluzione.

Ma se applichiamo questo modo di pensare al gioco d’azzardo, la cui caratteristica principale è quella di essere quasi esclusivamente se non totalmente controllato dal caso, si può andare incontro a spiacevoli errori di valutazione.

Giusto per rendere più chiaro quanto l’azzardo sia collegato a qualcosa che non è né prevedibile né tantomeno controllabile basti pensare che il termine “aleatorio”, sinonimo di casuale, deriva dalla parola “alea” cioè dado in latino. Questo purtroppo non basta a far desistere dal tentativo di dare una spiegazione al gioco d’azzardo e al suo funzionamento.

Per non correre il rischio di fare un discorso campato in aria, presenterò ora alcuni di quelli che vengono definiti “errori di pensiero”, idee che esercitano un fascino irresistibile su chi gioca, sia esso un giocatore occasionale o un giocatore patologico.

“Ho perso tante volte, adesso DEVO vincere”: FALSO; l’idea che dopo una serie di perdite ci debba essere per forza una vincita non è corretta. “Quel numero non esce al lotto da 100 estrazioni, adesso è più probabile che esca”: FALSO; ad ogni estrazione si rimettono tutti i numeri nell’urna, di fatto azzerando i conteggi. Ogni estrazione non è influenzata dalle precedenti né influenza le successive rendendo lo studio dei numeri ritardatari una pratica inutile, per quanto diffusa. “Oggi la sfortuna è contro di me”: FALSO; si tratta di un’attribuzione di caratteristiche “umane” al caso, questo lo rende più “vicino” a noi, ci dà la sensazione, illusoria, di conoscerlo e quindi controllarlo.

“Al superenalotto la sequenza 1-2-3-4-5-6 ha meno probabilità di essere estratta”: FALSO; ogni combinazione di numeri ha le stesse identiche probabilità di essere estratta, cioè molto bassa.

“Ho puntato il 25 ed è uscito il 26, ho quasi vinto”: FALSO; come nel calcio o si fa gol o non si fa gol. Nell’urna, i numeri non sono posizionati in sequenza crescente, ma casualmente, per cui non è assolutamente detto che per poco non sia stato estratto il numero che avevamo puntato. Consideriamo per esempio i Gratta & Vinci: quante volte capita che i numeri stampati differiscano di una sola cifra da quelli propri? Un piccolo stratagemma per alimentare l’illusione della “quasi-vincita”.

Questi sono solo alcuni esempi, tra i tanti possibili, di come si possa credere di avere il controllo della situazione.

Sono tutte idee che possono venire, una volta o l’altra, a chiunque abbia provato almeno una volta a giocare d’azzardo. Idee che se vengono viste con un minimo di distacco risultano chiaramente fallaci.

Purtroppo in questi casi sicuramente non esiste il controllo sul caso e spesso si finisce con il perdere il controllo anche delle proprie azioni.

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